TANTO DI CAPPELLO

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Evergreen e classy, il cappello è un accessorio che conferisce carattere a tutti gli outfit poiché, a seconda del modo in cui viene indossato, assume una certa valenza comunicativa: timidezza e mistero se nasconde gli occhi, socievolezza e solarità se lascia scoperto lo sguardo.

Moltissimi sono i modelli e infiniti i materiali con cui è possibile realizzare i cappelli, tuttavia, prima d’ogni cosa, è importante sceglierne uno che valorizzi il proprio corpo e il proprio volto: gli uomini di bassa statura sceglieranno cappelli dal corpo alto che faranno loro guadagnare qualche centimetro; uomini dal viso torno prediligeranno cappelli grandi capaci di snellire il volto; a chi è tormentato dai lineamenti marcati saranno consigliati cappelli a fantasia che sapranno distogliere l’attenzione da nasi aquilini e menti sporgenti.


Il più alto grado di formalità in fatto di cappelli è rappresentato dal cilindro realizzato in seta lucida, semilucida o in feltro pregiato. E’ da indossarsi esclusivamente con il tight o con in frac (<<un cilindro, un fiore e un frac>>, cantava Modugno) nel caso di cerimonie importanti che ne richiedono l’uso.

Il modello fedora è uno dei classici più eleganti, amatissimo da Frank Sinatra, è realizzato in feltro morbido il quale viene decorato dall’aggiunta di un nastro alla base della cupola, la falda larga è flessibile a scatto. Si tratta di un cappello che si indossa convenzionalmente in occasioni formali, ma per un mood più disinvolto, di recente, si lascia libero sfogo alla creatività: Jonny Deep lo accosta spesso a camicie sportive, a sciarpe colorate, ad abiti due pezzi, o addirittura a semplici t-shirt ottenendo un look da vero dandy.

Poco più basso rispetto al modello fedora è quello trilby la cui falda è più stretta e rigirata verso l’alto nella parte posteriore.

Tutto italiano, alessandrino di nascita, è il borsalino, un cappello dalla linea sobria e ricercata. E’ stato un vero must per Federico Fellini, ma è entrato a far parte della storia del cinema grazie al film Borsalino che vantava un cast eccezionale con attori come Alain Delon e Jean-Paul Belmondo. Sino agli anni Cinquanta il borsalino è stato un cappello adatto ad eventi sportivi, successivamente è diventato di grande tendenza, oggi è perfetto sia per il giorno che per la sera, è diventato un cappello classico da città da usare in ogni occasione.

Simbolo che rimanda dolcemente alla memoria il sentimentale e malinconico Charlie Chaplin, la bombetta è l’immancabile copricapo del più galante vagabondo del grande schermo. Si tratta di un cappello rigido dalla cupola tonda e la falda rialzata che veniva usato solamente di giorno sino a quando, negli anni Sessanta, prese a completare la divisa dei manager londinesi che lo indossavano rigorosamente in nero.

La coppola, che per molti secoli è stata il simbolo della cultura popolare e rurale sarda, calabrese e siciliana, è stata oggi sdoganata e può essere indossata con ironia a completare look casual con un tocco di ricercatezza. E’ un berretto semplice, piatto, realizzato in lana o in cotone; il modello più tradizionale è in tweed amatissimo dai golfisti, ma giocare con i colori e le fantasie è oggi di grande tendenza.

Dal sapore esotico e dall’odore estivo, il cappello panama è tra i più amati di sempre. Realizzato con la fibra elastica e resistente della pianta della palma nana, questo cappello originario dell’Equador presenta una falda larga e un nastro nero alla base della cupola. Si tratta di un copricapo particolarmente pregiato e costoso che nel 2012 l’Unesco ha dichiarato patrimonio dell’umanità, tanto amato da essere indossato da Ernest Hemingway, Winston Churchill e anche dal Papa Emerito; persino le signore non resistono al fascino di questo cappello che colorano sostituendo al nastro nero un foulard.

 

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