Stile dandy e Sport: è nell’equitazione l’ultimo sodalizio rimasto al di fuori dalle masse

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Il rapporto tra Sport e lo stile dandy non è mai stato forte, specialmente da quando lo sport è divenuto intrattenimento di massa. Eppure, a ben vedere, in alcuni casi vi è stata una comune contaminazione.

Osservando i campioni dello sport moderno appare difficile riscontrare una zona di comunione con lo stile dandy, eppure lo sport moderno di stampo anglosassone nasce in realtà proprio dall’aristocrazia inglese di stampo coloniale, ovvero la stessa che diede i natali allo stile dandy per eccellenza.

Nel corso del Novecento lo sport è passato dall’essere un semplice svago per aristocratici a vero e proprio calderone dove si condensano tutti gli istinti profondi della società di massa. Oggi è molto difficile riscontrare affinità tra il mondo dello sport e la cultura dandy, anche volendola cercare tra gli sport apparentemente più ricchi ed esclusivi come l’automobilismo o il golf. Da tempo ormai anche queste ultime sacche riservate allo svago di Gentleman e Lord hanno ceduto il posto a ricchi conformisti, espressione di una classe di Professionisti che non conosce più il concetto del “tempo perso” o dello “svago”, ma soltanto quello della vittoria e della supremazia sull’avversario.

Dai Grand Prix di Montecarlo a quello di Cannes

Quello che sino agli anni ’50 e ’60 appariva ancora un luogo pregno di gesti cavallereschi e di costruttori artigianali, come le corse automobilistiche, hanno pian piano ceduto il passo ai Marchi delle maggiori industrie automobilistiche e basta guardare come si svolgono oggi le gare nel Principato di Montecarlo per rendersi conto che il tempo dei tavolini dei Caffè a bordo pista e degli addetti ai lavori muniti ancora di bastone con manico in osso hanno lasciato il posto a volgari yacht ormeggiati, dai quali spesso risuona il frastuono della  musica commerciale a tutto volume.

Eppure esiste uno sport che continua a mantenere nella sua regalità più di un contatto con lo stile Dandy; quello dell’equitazione e in particolar modo nelle specialità del salto ad ostacoli e, in misura ormai minore in quella del Polo. È qui che, dall’abbigliamento ai gesti di rito degli addetti ai lavori, nonché nello stesso pubblico, si possono ancora oggi riscontrare affinità tra la cultura dandy e una concezione dello sport inteso come “semplice” svago per una ristretta, e raffinata, elite.

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