La sciarpa, un accessorio di stile con origine militare

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La sciarpa, come molti accessori, ha un origine antica ed è legata al guardaroba militare.

Le prime testimonianze di un indumento simile risalgono ai tempi dell’Antica Roma, quando veniva chiamata “sudarium”, che letteralmente significa “panno per il sudore”, e veniva utilizzata per asciugare e pulire il volto ed il corpo dei legionari. La funzione di riparare dal freddo la acquistò solo nelle legioni che erano dislocate in Gallia e nelle terre germaniche. Immagazzinare aria calda per riparare il collo dal freddo ed al tempo stesso proteggere la pelle dallo sfregamento della corazza era lo scopo del “focale”, una sciarpa più pesante del sudarium, di colore blu o bianco, a seconda che il milite appartenesse alla fanteria oppure alla cavalleria. Anche il popolo dei Franchi utilizzava, per l’abbigliamento degli uomini, una bandoliera chiamata “skerpa”, che come il focale si metteva intorno al collo. Il termine si è poi evoluto nella parola francese moderna “echarpe”, da cui l’italiano “sciarpa”. La sciarpa come accessorio maschile legato al mondo militare la ritroviamo anche in Cina, dove è stata scolpita sui soldati di terracotta della dinastia Qin Shi Huang.

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Sia in Oriente, sia in Occidente aveva anche la funzione di distinguere il rango del soldato in base ai colori, allo stile e al materiale di cui era fatta. Da secoli, la sciarpa di colore azzurro è il simbolo distintivo degli ufficiali delle Forze armate italiane. La sua storia risale al 1366, quando Amedeo VI di Savoia decise che sulla sua galera ammiraglia sventolasse, accanto allo stendardo rossocrociato in argento dei Savoia, anche una bandiera azzurra in omaggio alla Santissima Vergine. Da allora gli Ufficiali usarono annodare in vita una sciarpa azzurra, uso che venne reso obbligatorio per tutti gli Ufficiali dal Duca Emanuele Filiberto di Savoia con una disposizione del 1572. Nel 1850 la sciarpa azzurra si trasformò in un distintivo di servizio e non di grado.

Dalla fine del XIX secolo le sciarpe diventano l’accessorio di moda utilizzato quotidianamente ed indistintamente da uomini e donne di tutte le classi. La diffusione tra gli uomini è stata favorita soprattutto dal fenomeno del dandismo”, che rende la sciarpa sinonimo di raffinata eleganza. Come non ricordare  Baudelaire, poeta maledetto, che amava indossare una scandalosa sciarpa scarlatta ai funerali per mostrare alla società il suo elitismo.

Agli inizi del Novecento, la sciarpa torna al mondo militare e ai nuovi “dei” del cielo: gli aviatori, Charles Lindbergh non si separa dalla sua sciarpa di seta, indispensabile per affrontare meglio le temperature rigide, visto che gli aerei degli albori dell’aviazione erano privi di copertura. Ma la sciarpa non serviva solo a combattere il freddo, bensì anche ad evitare che i piloti respirassero i gas di scarico del proprio aereo.

Oggi le sciarpe si utilizzano in differenti condizioni climatiche e sono diventate un accessorio indispensabile per arricchire il look, magari con un personalissimo dettaglio eccentrico.

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Come scegliere la sciarpa

Nella maggior parte dei casi, anche se esistono eccezioni, la sciarpa è un capo di abbigliamento a forma di rettangolo, di lunghezza variabile, che può essere realizzato con diversi materiali.

Le sciarpe pregiate sono sempre tessute con fibre naturali, in genere lana e seta per l’inverno, cotone e lino per la stagione estiva.

La lana più pregiata viene prodotta dalle capre da cachemire diffuse soprattutto in Mongolia (11% del commercio mondiale del cachemire) ed in Cina (71%). Queste capre vivono ad un’altitudine 3000 fino a 4500 m e proprio per questo motivo hanno un sottopelo (Duvet) particolarmente sottile e caldo. La lana una volta filata ha particolari caratteristiche: è calda, leggera, sottile, lucida e morbida. Il colore di questa lana è naturalmente bianco, grigio, marrone o nero. Il prezzo elevato a cui viene venduto questo tipo di lana ed ai prodotti filati con essa è dovuto alla scarse quantità annualmente prodotte ed alla rarità delle capre da cachemire.

La seta naturale si ricava invece dal bozzolo del baco da seta. Le fibre di seta risaltano per la loro lucentezza, finezza, leggerezza, morbidezza, l’elevata elasticità e resistenza così come le capacità isolanti sia dal freddo che dal caldo e per il fatto che si sgualciscono difficilmente. Spesso le sciarpe invernali sono un misto cachemire/seta. Le sciarpe in pura seta hanno invece una funzione decorativa più che funzionale e sono un accessorio molto elegante.

Con l’arrivo dei mesi più tiepidi, conviene passare a tessuti più freschi e leggeri come il cotone ed il lino, che offrono alla nostra gola il giusto riparo dalle eventuali brezze primaverili senza appesantirci troppo.

La tessitura

Le sciarpe possono essere lavorate a maglia o tessute a telaio.

La prima sciarpa della storia fatta a maglia si dice sia nata nel 1783, confezionata per il terzo Duca di Cracovia.

La famosa pashmina in cachemere, soprattutto se originaria nepalese, viene tessuta ancora oggi con telai manuali. Fino al XIX secolo sono state utilizzate soprattutto 2 tecniche di tessitura: la tessitura a corpo e la tessitura per tappezzeria, che veniva usata per i tappeti. Oggi vengono usate anche altre tecniche come ad es.  quelle che danno vita a stoffe con particolari effetti Doubleface. Questi tessuti sono stoffe a due facce, delle quali quella superiore e quella inferiore sono tessute contemporaneamente ed allo stesso modo.

 

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Gli abbinamenti

La sciarpa è quell’ accessorio che può quindi dare carattere al look.

In genere l’abbigliamento maschile tradizionale è poco colorato, in questi casi si può quindi optare per una sciarpa a contrasto in tinta unita oppure fantasia, tuttavia se si è un amante delle tinte neutre (blu, grigio, beige, nero, marrone) allora si può ottenere un risultato raffinato scegliendo una sciarpa in tono con i colori degli abiti.

Occorre comunque tenere sempre presente che il volto deve sempre emergere e non scomparire, la sciarpa deve essere la sua cornice.

 

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