Intervista a Davide De Martino – Pusher Barber Shop

397
0
CONDIVIDI

Come hai cominciato questo lavoro e cosa ti ha portato fino a qui?

Dopo gli studi, avevo bisogno di trovare la mia strada, imparare un mestiere e, tra quelli che più mi attiravano, c’era quello del barbiere. Ho cominciato a fare da garzone nella barberia che frequentava mio padre, qui ho cominciato a familiarizzare con la professione. Ho lavorato per molti anni come parrucchiere maschile e femminile, poi, però, ho intuito che le donne, col tempo, avrebbero passato sempre meno tempo nei saloni e che, di contro, gli uomini avrebbero dedicato sempre più tempo alla cura del loro aspetto prestando particolare attenzione alla barba. E’ stato così, per motivi pratici, che ho deciso di specializzarmi in taglio barba e capelli uomo.

 

Quali sono gli strumenti e i prodotti essenziali per una barba perfetta?

Indubbiamente, per una barba perfetta, è necessario che venga lavata tutti i giorni con uno shampoo da barba e poi idratata a dovere. Naturalmente, molto dipende dalla lunghezza della barba: nel nostro salone utilizziamo l’olio quando il pelo della barba è corto, preferiamo invece un balsamo quando è un po’ più lunga perché, in questo modo, oltre a essere idratata, la barba è resa compatta e ordinata. Per quanto riguarda la scelta degli strumenti, invece, mi piace utilizzare una metafora: la barba è come i rami secchi di un albero, se si utilizzano strumenti troppo stretti i rami si spezzano, se invece si usa uno strumento largo, c’è più flessibilità e quindi i danni sono ridotti al minimo, così è con la barba.

 

Quali sono le richieste che ricevi maggiormente e quale quella più eccentrica?

Di solito le persone desiderano avere un look pulito e ordinato. Una volta si andava dal barbiere e ci si affidava a lui per avere il risultato migliore; oggi, invece, i clienti scelgono sulle riviste i tagli che vogliono siano riprodotti. Qualche volta, comunque, capita ancora che qualcuno chieda il nostro consiglio e, grazie alla nostra esperienza, riusciamo a suggerire la tipologia di barba più adatta alla forma del viso o al tipo di pelo del cliente, riuscendo a incoraggiare o scoraggiare certi stili. Per quanto riguarda le richieste eccentriche, capita spesso che il cliente desideri essere in linea con la Beard Artist, cioè una vera e propria forma d’arte, un qualcosa che solo chi vuole sentirsi diverso, e vanta una fortissima personalità, può portare.

 

Il tuo stile è molto particolare, da dove nasce il tuo modo di vestire?

Già da bambino ammiravo quei “signori” che vestivano bene e che dedicavano una grande cura al dettaglio. L’outfit che vedi in questo momento è decisamente costruito con un’attenta applicazione del mio gusto personale e della cura che dedico ai particolari; devo però ammettere che è imprescindibile la collaborazione con Guya, marchio che produce abbigliamento dandy e che rispecchia moltissimo il mio personale gusto estetico.

 

Negli ultimi anni c’è stato un vero e proprio boom dei Barber Shop, cosa credi abbia innescato questa diffusione?

Ultimamente la moda ha proposto un tipo di pettinatura che diventasse un tutt’uno con la barba, per questo motivo l’uomo lascia i saloni del parrucchiere per entrare in quelli del barbiere. Il Barber Shop non è altro che il nostro caro vecchio barbiere: il nome viene americanizzato per una questione di marketing, ma il lavoro svolto nel Barber Shop è lo stesso che gli italiani, sbarcati in America ai tempi del proibizionismo, hanno esportato.

 

Pusher Barber Shop è un nome insolito…

Io in fondo intendo “spacciare” uno stile, e voglio che questo stile sia per tutti. Il mio salone è un luogo di incontri, in cui anche le donne che sono alla ricerca di uno stile che rompe i legami con il passato sono le benvenute e saranno pettinate con cura e professionalità

 

 

LASCIA UNA RISPOSTA