Fenomenologia del cappello nello stile dandy

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Sebbene il cappello rappresenti un efficace accessorio per “disegnare” al meglio la propria estetica, chi porta un cappello appare sotto un aspetto completamente diverso, con una certa aria di “distacco” dal mondo reale; in perfetto stile dandy.

Sono stati i divi del cinema e dello spettacolo a ribaltare completamente l’accezione comune di un oggetto che, sino agli anni cinquanta, era assolutamente normale e contraddistinto da un marcato conformismo. Nell’ultimo decennio il cappello, che va detto non è mai scomparso del tutto, è tornato in maniera molto più presente sulle passerelle prima e sulle strade poi. Anche tra i giovani.

L’aria scanzonata e trasgressiva con la quale ancora veniva proposto il cappello da uomo, specialmente indossato dal pubblico femminile negli anni novanta ha lasciato man mano il posto ad un rapporto più naturale con questo accessorio, sino a tornare, oggi, per quello che è; un tocco di eleganza e stile. Ecco che allora il cappello ritorna in tutte le sue varianti, dal Borsalino all’Homburg, mostrando nuovamente le sue pregiate stoffe in feltro o lana, lontano dalle provocazioni o dalle estetiche costruite, magari preconfezionate dall’industria dello spettacolo e della moda.

Tuttavia chi porta un cappello resta circondato da un’aria piuttosto singolare, come se fosse calato sotto una “cappa” protettiva che lo distaccasse dalla società, appunto, dei consumi. Questo atteggiamento verso la vita e la “realtà” è esattamente quello che identifica lo stile dandy per cui quest’oggetto si addice sempre molto bene ad uno stile ricercato e personale. Occorre tuttavia prestare attenzione all’estetica dell’oggetto cercando tra i cappelli quello che, meglio di altri, rappresenta la nostra personalità ed il nostro “distacco” da tutto ciò che è , semplicemente, frivolo.

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