Ditemi che ho sbagliato battuta, ma non che ho sbagliato cravatta

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Ditemi che ho sbagliato battuta, ma non che ho sbagliato cravatta” così affermò un giorno il vanitoso attore britannico David Niven, emblema della più pura eleganza anglosassone, il quale possedeva ben tre stanze piene di cravatte che venivano rigorosamente ordinate per colore e fantasie.

La cravatta è il biglietto da visita dell’uomo e deve risultare impeccabile.

2016-11-19-15-21-51(Sinistra: Maurizio Marinella, proprietario di E.Marinella, Napoli

Destra: Francesco Venunzio, direttore Dandy Tabloid Magazine)

 

 

La cravatta classica, ufficiale, è in seta ma può anche essere realizzata in lana e maglia. Queste ultime molto spesso sono indossate da professori, giornalisti e scrittori inglesi, che utilizzano la cravatta in maglia per rimarcare la loro distanza dal mondo degli affari, in quanto un city gentleman la indosserebbe esclusivamente in campagna. In realtà anche le cravatte in lana e maglia possono fare una bella figura abbinate ad un abito classico. In Italia infatti questo tipo di cravatte viene portato con la stessa disinvoltura con cui si indossano cravatte in seta.

Per le cravatte in seta occorre tenere presente che non sono 100% pura seta, in quanto anche quelle di grande livello contengono un’anima fatta in altro materiale, normalmente cotone: l’indicazione giusta dovrebbe  dunque essere “esterno 100% seta”. L’unica cravatta che fa eccezione a tutto questo è la Seven Fold Tie, per la cui costruzione è necessario avere un grosso quadrato di seta e ripiegarlo 7 volte sino all’ottenimento di una cravatta vera e propria. All’interno delle Seven Fold Ties non viene inserito alcun altro materiale.

Le più belle Seven Fold Tie sono prodotte da Hermès.

In Italia le migliori cravatte sono prodotte dalle grandi case napoletane, oltre a  Marinella, non possiamo non ricordare le cravatte artigianali della ditta  Sanseverino, tanto pregiate da conquistare  Luca Cordero di Montezemolo, ma soprattutto il falco  Jens Weidmann, presidente della Bundesbank.  Herr Weidmann ha conosciuto le cravatte Sanseverino grazie a Romano Prodi che gliene regalò una, da allora ne ha acquistate molte altre e ogni volta che ritorna a Napoli se può, si reca personalmente da Sanseverino, il signore delle cravatte sette pieghe che può tranquillamente rivaleggiare con Hermes.

Per quanto bella possa essere una cravatta è necessario però saperla annodare; del resto come affermò Oscar Wilde: “Una cravatta ben annodata è il primo passo serio nella vita” e un vero gentiluomo non l’abbandonerà mai, del resto insieme alla giacca è uno dei capi che ogni uomo impara a portare e fare suo.

 

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